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aprile 2019

Prowein 2019

  • VINO
  • GRÜNER VELTLINER
  • RIESLING

La mia ultima visita a questa grande fiera del vino risaliva sicuramente a più di 15 anni fa.

Chi mi conosce sa che per me una fiera, per quanto importante e bella, non è nemmeno paragonabile ad una visita in cantina con il produttore.
Nonostante questo, devo dire che sono stati due giorni molto fruttuosi, in quanto sono riuscito a visitare tutti i produttori che rappresentiamo e a degustare la nuova annata, che nella maggior parte dei casi era la 2018.
Per fortuna il secondo giorno di fiera mi è rimasto un po‘ di tempo per andare a conoscere alcuni produttori dei quali avevo sentito parlare, o che mi erano stati consigliati. Ve ne parlerò in autunno, quando arriveranno nella nostra cantina alcune novità.

Come sempre, molto è già stato scritto sull’annata 2018, per quanto riguarda Austria, Germania, Francia e Italia. Quasi tutti gli addetti ai lavori sono sembrati positivi, se non euforici, riguardo questa annata. Nel tempo, però, ho imparato a prendere queste impressioni con le pinze, e ad usarle come quadro generale in preparazione alle mie degustazioni.

L’anno appena passato è stato denso di nuove sfide per l’agricoltura e per la viticoltura, mettendo contadini e vignaioli di fronte a prove mai affrontate prima.
Come spesso ultimamente, la primavera, che piace tanto alla Natura e anche agli uomini, è stata distorta da un maggio decisamente troppo caldo. La grande siccità durante i mesi estivi e il caldo prolungato hanno portato diversi produttori a dover iniziare la vendemmia già in agosto.
Il raccolto prematuro si è notato in alcuni vini, che si mostravano aggressivi, con un‘acidità non matura e sgradevole, e al contempo poco incisivi, al palato per nulla armoniosi e privi di tensione.

I produttori che avevano fatto tesoro dell’esperienza maturata con le annate 2003, ma anche 2007 e 2011, hanno dimostrato che avere il coraggio di aspettare a vendemmiare, andando in vigna prima del solito ma comunque circa tre settimane dopo i colleghi, era la mossa giusta da fare. Si è chiaramente notato chi ha saputo trarre insegnamento dalle annate calde e dalle loro conseguenze.

Nel complesso, il 2018 è un’annata con molti vini che al momento si dimostrano deboli, ma che hanno caratteristiche che potrebbero evolvere in maniera interessante. Il Riesling, in generale, ha dimostrato ancora una volta quanto si sappia adattare a condizioni non favorevoli. I vignaioli che hanno avuto il fegato di ritardare la vendemmia hanno poi avuto la soddisfazione di raccogliere uve che già nello stadio giovanile erano spettacolari.
Salta all‘occhio, anche se non è di immediata comprensione, il fatto che le uve raccolte in vigneti trattati secondo biodinamica hanno portato a vini più puliti, dimostrando di aver saputo affrontare molto meglio le avversità climatiche di quelle raccolte in vigneti convenzionali. La gradazione alcolica è sensibilmente inferiore, i vini si dimostrano più piacevoli, fini e aperti, e molto più profondi.

Il Grüner Veltliner ha risentito della scorsa estate più del Riesling. Non tutti i vini, ma molti, sono piuttosto larghi e caldi, e mostrano diverse note amarognole. Il Grüner Veltliner ha richiesto anche maggiore attenzione da parte dei produttori. Il sottosuolo è ha determinato con decisione il risultato. I terreni che trattengono maggiormente l’acqua hanno portato a vini molto più freschi di quelli nei quali, a causa delle caratteristiche geologiche, le uve sono andate in stress idrico e hanno sofferto il calore.
Abbiamo degustato con piacere anche alcuni produttori che lavorano in Francia. Ci hanno particolarmente colpito i Gamay di Domaine Serol. Questa cantina, situata nel punto più a nord della valle della Loira, nella Côte Roannaise, che lavora già da molto tempo in biodinamica, ha dimostrato cosa si può riuscire a fare nelle annate più calde. Quasi tutti i vini sono caratterizzati da grande freschezza e da una profonda finezza, elenganza e immensa piacevolezza.
Domaine Ogerau ad Anjou porta in bottiglia, con il 2018, una qualità mai raggiunta prima. Questo brillante giovane produttore ha mostrato fiero le sue prove di botte.
Infine, un accenno alla Borgogna. Avevo già degustato delle prove di botte del 2018 dai produttori a febbraio, che mi avevano lasciato soddisfatto, ma anche pensieroso. Dopo uno straordinario 2016, e un 2017 molto differente, ma comunque molto positivo, le aspettative sul 2018 non erano molto alte. Ho notato, invece, quanto questa regione continentale e fresca si stia evolvendo ad una costanza inaspettata.

Quello che sta per arrivare dal 2018 è decisamente grande, e anche i produttori sono propensi a classificare questa annata come storica.

Vi auguro tanto divertimento nel degustare le novità che pian piano stanno arrivando sul mercato!


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